mercoledì 5 febbraio 2014

Vedere il cielo

Ancora è timido il Sole ed opaca la luce. Il silenzio è appena rotto al brulichio che a breve si impossesserà della città. Ma questo, è un momento unico. L'uomo, in questo spazio, si sente limitato seppur integrato.
Forse, il Bushi dovrebbe educare il primo sguardo del mattino ai colori delle prime ore della sua giornata.
Guardando in alto infatti il Bushi riconosce la sua unicità di sguardo ma educa l'ego a non intraprendere viaggi troppo solitari.
Il cielo richiama atmosfere, spazi, stelle, pianeti e le infinità in cui siamo immersi.
Partecipi ma non protagonisti.

Il Bushi si chiede costantemente che ruolo egli abbia su questa terra e che sapore abbia la sua vita. Proprio come il motto "conosci te stesso" egli sa che ciò che andrà ad affrontare sarà una guerra interiore. Le armi che userà, saranno quelle incontrerà, costruirà, userà durante il suo viaggio.

Egli non conosce la meta e troppo spesso cade nella trappola di presupporre quale essa sia. Dunque, il Guerriero sa che deve "conoscere chi egli sia ma non presumere di essere di più".

Uno sguardo al cielo, nel primo mattino, è una medicina per i sensi.

Approfondimento:

Conosci te stesso
Il motto "ΓΝΩΘΙ ΣEΑΥΤΟN" ("Γνῶθι σεαυτόν" - Gnòthi seautòn, «Conosci te stesso»), risalente alla tradizione religiosa di Delfi, voleva significare, nella sua laconica brevità, la caratteristica dell'antica sapienza greca: quella dei sette sapienti. Il significato originario, dedotto da alcune formule a noi pervenute (Nulla di troppo, Ottima è la misura, Non desiderare l'impossibile), era quello di voler ammonire a conoscere i propri limiti, «conosci chi sei e non presumere di essere di più»; era dunque una esortazione a non cadere negli eccessi, a non offendere la divinità pretendendo di essere come il dio. Del resto tutta la tradizione antica mostra come l'ideale del saggio, colui che possiede la sophrosyne ("saggezza"), sia quello di conseguire la moderazione e di rifuggire il suo opposto: la tracotanza e la superbia (ὕβρις, Hýbris).