giovedì 6 febbraio 2014

Tirare la freccia

L'arco è teso, grazie alla scintilla dell'intenzione, la freccia è scoccata.
L'intensità iniziale è dirompente, fulminea e micidiale, nel suo silenzio.
Durante il suo tragitto, però, sembra il suo vigore si affievolisca. Il vento, che non sa leggere, ne devia traiettorie.
Le intenzioni altrui ne minano la sua forza vitale.

Al diminuire della sua forza vitale, essa sembra quasi allontanarsi dalla traiettoria che lo porterà al bersaglio previsto. Dunque, chi la guiderà? Chi veglierà affinché la freccia non perda traiettoria, efficacia, eleganza?

Ad ogni consapevole gesto, ogni consapevole pensiero, il Bushi si unisce alla freccia scoccata. Egli diviene freccia.
Ne percepisce gli urti, la forza del vento, i colori del cielo, le frustate delle foglie, il profumo dei fiori, il gorgoglio delle acque, le sozzure maledicenti, gli impetuosi ardori e gli straordinari eccessi.

Egli deve necessariamente operare con tutto se stesso affinché la sua freccia non sia un tiro solitario, vacuo ed effimero.

Ci saranno forze contrarie. Ci saranno intenzioni ostili.

Il Bushi sa che si perderà nei miasmi della metropolitana, in quel serpente d'acciaio intriso di umanità. Conosce che la vita ordinaria è così forte nei suoi meccanismi che ha la forza di fargli dimenticare persino di aver scoccato una freccia.
Ecco perché i rituali gesti, piccoli ma inesorabili, possono forgiarlo e non fargli perdere traccia riguardo la sua intenzione.

Dunque, sii forte Bushi! Sii concentrato!