domenica 9 febbraio 2014

Cercare la Via del Bushi

Tra le gocce grigiastre che rimbalzano sui marciapiedi di questa città, si aggira un Bushi.
Egli si cela nel vivere quotidiano. Non si nasconde, non si evidenzia.
Non grida, non bisbiglia.
Con se porta un intimo dolore.
Il dolore è quello che deriva dal suo vagabondare incerto, il dolore che scaturisce da una errante filosofia che inciampa tra virtù e letargie.


Egli ha macinato primavere, inverni, dolori, estasi, frammenti di altrui vite e seppur accorgendosi di non aver completato il suo ciclo di vita., egli non si sente nuovo.

In questo miasma di ripetitività, dove l'uomo sembra ripercorrere senza consapevolezza gli altrui passi, egli respira solo con la parte bassa dell'addome. Sembra affaticato a volte, quasi a mancar il respiro.
Perchè?

Il Bushi può vivere una vita come usa fare un segugio. Egli ricerca un sentore che lo guidi tra le biblioteche dei saggi e le esperienze sulle proprie impronte digitali.
E tra queste informazioni, il Bushi usa la sua spada per tagliare l'utile dall'inutile, il superfluo e l'incomprensibile.
Molti i tagli, molti gli affondi e molti non perfetti, non così accurati. Eppure, una decisione va presa!

Ora, egli si è riavvicinato ad un fiore tra i tanti. Non è il più bello, non è il più splendente, tuttavia emana un profumo persistente, assai intenso. Vi sono impresse virtù e le azioni a loro corrisposte.
Il Bushi, si impegna a sondarle, percepirle, viverle e a condividerle.